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Dio collegato al fuoco elemento trasformatore, dio della luce, protettore delle pecore e del bestiame, la dea Belisama è la sua sposa; sono assimilabili alle divinità classiche Apollo e Minerva.  

Beleno è ritenuto uno degli antichi dei celtici più diffusi in Europa. Il poeta gallo-romano Ausonio di Bordeaux nel VI sec d. c. afferma che anche a Bordeaux, oltre che ad Aquileia e in altre zone d’Europa, c’era un tempio dedicato al Dio Beleno. 

La festa di Beleno, Beltane.

È una delle quattro feste dell’anno celtico e si tiene il primo di Maggio. Significa letteralmente “fuoco di Bel”,  è una festa ricca di simbolismi solari e ignei, segna l’inizio del ciclo diurno e solare, il momento in cui il bestiame si avvia al pascolo. È anche un rito sacerdotale della massima importanza, in cui il re supremo d’Irlanda riaccendeva il fuoco sacro insieme ai suoi druidi e che veniva festeggiata con giochi e banchetti. 

Beleno ad Aquileia

Beleno è una divinità panceltica, il cui culto è sempre associato alle acque, ai complessi termali, alle pratiche di medicina e all’oracolo. Beleno è il dio della rinascita. 

Esiste un profondo legame tra Aquileia e il culto di Beleno, tanto che si può affermare che questa doveva essere la principale divinità aquileiese. Tra l’altro Aquileia non era nuova a sincretismi culturali, data la sua posizione chiave - fin dall’epoca preistorica - nel crocevia tra l’area altoadriatica ed il mondo norico, retico, pannonico, danubiano.

Nel 238 d.C. i soldati dell’imperatore Massimino cingono d’assedio Aquileia: la città è stremata ma non cede, ecco il racconto di Erodiano: “Questo si diceva del resto all’inizio della guerra: che [gli aquileiesi] erano rimasti fedeli perché dentro la città c’erano molti che si occupavano dell’altare del sacrificio ed erano esperti di lettura del fegato, e annunciavano i sacri auspici; gli italiani infatti credono moltissimo in questo tipo di indagine. E diversi responsi dicevano che il dio protettore della terra prometteva la vittoria. Chiamano questo [dio] Beleno, e lo venerano grandemente; pretendendo che sia Apollo. Dicevano alcuni dei soldati di Massimino che la sua immagine era apparsa spesso nell’aria combattendo sopra la città”.

Un’altra fonte riporta una versione simile: “Assediando dunque Aquileia, Massimino mandò ambasciatori in quella città: ai quali il popolo forse avrebbe dato retta, se non si fossero opposti Menofilio e l’altro console, dicendo anche che il dio Beleno per bocca degli aruspici aveva risposto che Massimino doveva essere sconfitto. Per cui si dice che anche dopo i soldati di Massimino si vantavano che Apollo doveva aver preso le armi contro di loro, e che quella non era stata la vittoria di Massimo o del senato, ma la vittoria degli dèi”. 

Il culto di Beleno pare attestato sino al VI d.C. in area aquileiese. E’ un dio legato all’acqua e al tema della rinascita: e il culto in area aquileiese di San Giovanni Battista, attestato anteriormente all’anno 390, può forse essere considerato una derivazione sincretistica di quello del dio celtico. 

Il culto del dio Beleno era da secoli il fulcro della religiosità dei Karni, assieme ad un nutrito pantheon di divinità che sempre hanno contraddistinto la vita mistica dei popoli celtici. 

Nel 297 d.C. Diocleziano e Massimiano, soggiornarono ad Aquileia ed offrirono dediche al dio Beleno: la presenza degli Augusti segna l’ultimo atto di venerazione a Beleno, in antitesi al cristianesimo ed in omaggio al culto tradizionale. Il dio solare Beleno diventa Belinus Augustus, il nume tutelare di Aquileia. (Non si tratta di un caso raro: nell’olimpo di Roma trovarono posto gli dei egiziani ed etruschi).

Chiesa di San Martino alla Beligna

A quasi due chilometri a sud di Aquileia, sul lato sinistro della strada che porta a Grado, su di una leggera ma vasta altura ritenuta antico cordone litoraneo (ma da recenti indagini è risultata duna sabbiosa di origine fluviale - probabilmente afferente all’antico Isonzo-Torre-Natisone) denominata Alt di Beligna, sorgeva l’abbazia di S.Martino.  Il toponimo Beligna è in evidente relazione alla nota divinità indigena celtica .